IL MARCHIO? Non lo puoi ignorare se vuoi acquisire agenti e collaboratori. Scopri i 5 elementi del marchio e impara a comprendere gli errori per conquistare il mercato!

IL MARCHIO?

Non lo puoi ignorare se vuoi acquisire agenti e collaboratori. Scopri i 5 elementi del marchio e impara a comprendere gli errori per conquistare il mercato!

IL MARCHIO?

Non lo puoi ignorare se vuoi acquisire agenti e collaboratori. Scopri i 5 elementi del marchio e impara a comprendere gli errori per conquistare il mercato!

Articolo sull'importanza del marchio

La costruzione del marchio è fondamentale per confermare e rafforzare la strategia definita. Non va mai dimenticato il Brand Positioning che si è strutturato anche perché il marchio è proprio l’insieme di ogni elemento distintivo che serve a identificare una marca. Parleremo del nome, del logotipo, del pittogramma o ideogramma, del pay-off e del jingle. La parola marchio proviene dal germanico marculus (martello) e marka (segno) che spesso viene confuso con la marca che è invece un’altra cosa. Analizziamo gli elementi di rilievo e valutiamo come non commettere errori per avere un marchio di successo forte e solido.

1 – IL NOME

Il nome è il primo livello di comunicazione; è anche lo strumento con il quale viene fatto passaparola. Nel lungo periodo ciò di cui si ricorda è il nome; rappresenta un concetto, un’identità o un valore che si vuole esprimere attraverso l’uso delle lettere. Esistono 9 regole da seguire per un buon nome. Di seguito le analizziamo:

  1. EVITARE IL NOME DELLA CATEGORIA

Non usare il nome della categoria; insomma se il vostro core business è la cessione del quinto non è una grande idea chiamarvi Cessione del quinto. Piuttosto la categoria potrà essere usata in altri elementi del marchio come il pay off ma non nel nome.

  1. LE SIGLE NON FUNZIONANO

È un errore classico, ma va evitato a meno che non forma una parola come nel caso di FIAT. La denominazione sociale può essere una sigla ma non il brand.

  1. MEGLIO UNA SOLA PAROLA

Un nome con molte parole penalizza il passaparola. Possono essere usate al massimo due parole, ma mai tre. L’articolo non viene contato nel numero di parole. Dalle tre parole è imbarazzane, mentalmente ci si annoia a nominarlo e di parlarne.

  1. LA SEMPLICITÀ DEVE GUIDARE LA SCELTA

La pronuncia deve essere semplice e facilmente memorizzabile.

  1. DEVE ESSERE ORIGINALE

Il nome deve essere completamente diverso da quello usato dai competitors. Bisogna distinguersi dagli altri anche nella scelta del nome.

  1. SE SI OPERA IN ITALIA MEGLIO IN ITALIANO

Deve essere facile da capire e da dire e non deve generare dubbi è quindi sempre consigliabile utilizzare nomi in Italiano. L’unica eccezione può essere riservata a quelle parole inglesi che si pronunciano quasi come si scrivono.

  1. PENSA AL DOMINIO INTERNET

È imprescindibile avere un sito internet uguale al nome del brand e quindi quando ci si trova a dover stabilire o rivalutare il nome è importante verificare che sia disponibile il nome a dominio.it e magari anche.com evitando gli altri domini.

  1. IL NOME FUNZIONA AD ORECCHIO

Un’immagine vale più di mille pezzi d’oro. Aldilà di quello che si pensa, il canale privilegiato della conoscenza è l’udito. Quando si sente una parola, si processa meglio rispetto a quando si legge. Anzi quando si legge si trasforma in udito ciò che si legge. I nomi di brand devono suonare bene, i segni grafici sulle lettere di un brand sono irrilevanti, il logotipo non fa da solo un brand.

  1. LE FIGURE RETORICHE FUNZIONANO

Evocano immagini nella mente veicolando emozioni e rendendo il nome facilmente memorizzabile. Vanno però usate con cura valutando bene quella giusta da usare. Le figure retoriche più usate sono l’allitterazione (ripetizione di lettere o sillabe o semplicemente di suoni uguali o affini), l’onomatopea (quando i suoni di una parola descrivono o suggeriscono acusticamente l’oggetto o l’azione che significano), l’apocope (taglio della vocale finale di una parola ed eventualmente anche della consonante che la precede), il metaplasmo (cambiamento grafico o sonoro di una parola o parte di essa) e la palindromia (ciò che è possibile leggere allo stesso modo sia in un verso che nell’altro)

2.IL LOGOTIPO

Logotipo deriva dal greco logos che significa parola, discorso e da typos che significa lettera. È la parte leggibile e pronunciabile di un marchio. Viene realizzato per essere la versione scritta del nome utilizzando un carattere tipografico (font) personalizzato creato ad hoc. È importante far attenzione per evitare alcuni errori molto diffusi. Indico di seguito alcune regole: a) non usare più di due colori, b) considerare il significato dei colori che si sceglie di usare, c) creare uno o al massimo due font ma che rispetti il requisito di leggibilità, d) prediligere forme semplici, e) usare caratteri memorizzabili ed f) non copiare mai da competitors o marchi famosi, si correrebbe il rischio di pubblicizzare loro indirettamente.

3.PITTOGRAMMA O IDEOGRAMMA

Il pittogramma o l’ideogramma è un disegno o la parte simbolica di un marchio che lo riproduce graficamente; non è pronunciabile ma rimanda immediatamente alla marca. Per pittogramma si intende un disegno raffigurate un oggetto mentre per ideogramma si parla di un segno raffigurante un concetto o un’idea astratta. Ad esempio se disegno una “casa” per indicare una “casa” è un pittogramma se invece disegno una “casa” per indicare “l’abitare” allora è un ideogramma. Gli ideogrammi sono nati per via dell’esigenza di non limitarsi a rappresentare oggetti ma concetti, i geroglifici sono pittogrammi. Aldilà che si scelga un pittogramma o un ideogramma alcuni elementi che devono sempre essere presenti sono: a) semplicità, b) immediatezza e c) riconoscibilità.

4.PAY OFF

Il payoff è una frase o un’espressione associata al nome che ne rappresenta e ne riassume l’identità fondante, la mission, la promessa. Alcuni consigli da tener presente: a) a guidare la coniazione del pay off deve essere il brand positioning statement, b) deve comunicare il vero valore aggiunto della marca, c) dovrà essere parte integrante del marchio e non dovrà mai essere omesso dalle campagne di comunicazione, d) serve per distinguersi e quindi deve essere pensato per comunicare proprio l’idea differenziante, e) deve essere semplice per poter avere efficacia, le cose semplici sono sempre le migliori, una regola che può vantare ben poche eccezioni; semplice significa anche comprensibile e facilmente assimilabile, f) non deve mai essere più lungo di cinque parole considerando che gli articoli e le congiunzioni non vanno considerate nel conteggio e che se è meno di cinque è ancora meglio, g) deve essere sincero e promettere ciò che è vero e può essere mantenuto ed h) una volta realizzati vari pay off bisogna leggerli ad alta voce per capire quale suona meglio.

È importante sapere che ogni marchio di successo ha beneficiato di una campagna di successo o di public relation che hanno funzionato alla perfezione. Guarda il video sul mio canale YouTube dove approfondisco proprio l’importanza di alcuni elementi che aiutano a far conoscere meglio al mercato il proprio marchio.

IL MARCHIO?
Testimonial, endorsement e mascotte ti garantiranno il successo!

In questo video analizzeremo come è possibile donare più concretezza al marchio grazie l’intervento di attori che parlano del brand.


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  1. JINGLE O SOUND LOGO

Il jingle è un termine inglese che significa tintinnio e indica un breve motivo musicale legato al marchio e viene usato in varie circostanze oltre che nelle campagne di advertising mentre il Sound logo chiamato anche audio mnemonico è un suono, una melodia breve della durata di massimo tre secondi, che può essere vista come l’equivalente acustico di un logo visivo. Entrambi di solito hanno una linea sonora semplice con lo scopo di fissare l’attenzione dello spettatore creando un ancoraggio mentale con il marchio.

Viene definito sound branding quel processo mediante il quale viene prodotto uno jingle o un Sound logo per permettere di rafforzare il marchio aumentandone la conoscenza e differenziarsi dalla concorrenza, connettendosi in maniera più profonda.

I suoni, la musica, sono strumenti potenti che scatenano nuove emozioni o ne riportano alla mente di già vissute, ma che comunque ci fanno sentire vivi. L’immagine per significare qualcosa deve prima essere elaborata mentre il suono arriva direttamente al cervello stimolando il nostro subconscio.

La musica fa sempre parte della nostra vita e alcune canzoni ci ricordano determinati momenti della nostra vita e ancora abbiamo playlist preferite a seconda di ciò che facciamo o di come ci sentiamo. Il suono associato alle immagini dà un peso maggiore ad un messaggio rendendolo più efficace.

Jingle e Sound logo se funzionano, attirano l’attenzione anche oggi, e ciò accade perché esiste un legame molto forte tra suono e memoria; se vengono ripetuti costantemente prima o poi verranno memorizzati e associati inconsciamente al marchio.

Due anni fa Visa ha lanciato il proprio sound logo a seguito di una ricerca secondo la quale l’aggiunta di un suono faceva sentire l’81% dei consumatori sicuro durante la transazione e offriva un’esperienza di acquisto migliore. Il suono della transazione Visa è stato creato da un team formato da neuroscienziati con l’intendo di ideare un suono unico e capace di evocare la sicurezza dei consumatori.

Ti consiglio di approfondire con il nostro corso gratuito quali sono i 5 step che ti porteranno ad avere un jingle o sound logo differenziante.

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I 5 step per ideare e realizzare un jingle o sound logo unico!

Sono in pochi in Italia ad utilizzare un jingle o un sound logo e nel settore finanziario non lo fa quasi nessuno. In questo corso gratuito insegnerò come farlo nascere e come realizzarlo.


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La Coca Cola ha dimostrato con la campagna pubblicitaria “taste the feeling” che anche il semplice suono del tappo stappato, dell’effervescenza della bevanda o il gorgoglio prodotto da chi beve la bibita può evocare la freschezza propria della bibita nella mente dei consumatori e indurli all’acquisto.

Gli elementi che compongono un marchio non sono sempre gli stessi. Ad esempio, se guardiamo il marchio della Coca Cola possiamo subito notare che è composto solo da logotipo mentre se guardiamo quello di McDonald’s ci troviamo il logotipo e il pittogramma o ancora se guardiamo quello della Apple ci troviamo ideogramma e pay off ed abbinato ad alcuni troviamo anche un jingle; insomma ogni azienda decide il proprio marchio e da quali elementi debba essere composto ma l’importante è che funzioni e sia fatto rispettando le giuste regole.

In questo articolo abbiamo affrontato i 5 elementi del marchio ma in realtà ve n’è un altro che serve a rafforzare tutti gli altri, il visual hammer, ascolta subito la puntata del podcast dove lo affrontiamo così potrai saperne di più.

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Il visual hammer per inchiodare il tuo brand nella mente degli intermediari del credito!

Il campo di battaglia del marketing è la mente ed in questa puntata scoprirai come il visual hammer darà un peso maggiore al tuo marchio.


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